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	<title>Il Salmone</title>
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	<description>Il Salmone possiede il potere della tenacia e della perseveranza per nuotare controcorrente nelle acque della vita, aiuta a comprendere il suo scopo ed a trovare il significato spirituale dell’esistenza.</description>
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		<title>Sì Viaggiare…</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 20:58:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Come non evidenziare sino alla noia l’importanza del viaggiare? Si può farlo con il fisico, oppure con la mente, od ancora con entrambi; ciò che conta è concederselo. Pochi possono essere gli investimenti equiparabili al viaggiare, quasi irriproducibili i benefici. Certo è possibile farlo per svago o per lavoro, in modo scanzonato o culturale, in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsalmone.wordpress.com&amp;blog=7642134&amp;post=58&amp;subd=ilsalmone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come non evidenziare sino alla noia l’importanza del viaggiare? Si può farlo con il fisico, oppure con la mente, od ancora con entrambi; ciò che conta è concederselo. Pochi possono essere gli investimenti equiparabili al viaggiare, quasi irriproducibili i benefici.</p>
<p>Certo è possibile farlo per svago o per lavoro, in modo scanzonato o culturale, in mete naturalistiche o di valore artistico. Vi è stile e stile, vacanza e vacanza, viaggio e viaggio; eppure ciò che dà pregio a qualsiasi forma è il dinamismo: quello della mente e del fisico. Questo ci arricchisce e lo fa in ogni formula di viaggio suddetta. In un soggiorno per business e nelle ferie stagionali c’è sempre confronto con altri, nuovi stili, tradizioni, culture. Ovviamente svariate sono le differenze fra le due primarie tipologie di approccio, eppur entrambe, ognuna a suo modo, riesce ad apportare ricchezze a chi le vive: basta saperle cogliere. Esperienze edificanti, talora difficoltose, apparentemente ostili giacché così lontane dal nostro quotidiano, ma sul lungo tempo assai dense di contenuti.</p>
<p>Negli ultimi anni è nato anche il marketing del turismo e della cultura, finalizzato a promuovere, a stimolare processi economici e muovere flussi di denaro verso questo comparto dell’economia. Mai è stato più centrato un marketing simile; ovvero mai ha dimostrato un senso maggiore un tipo di marketing abbinato ad un settore. Se tutto viene mosso dal profilo economico, in tale ambito vi è un risvolto di crescita individuale così potente da giustificare un marketing sempre più strategico. Ciò che deve permanere è un livello qualitativo elevato di offerta turistico-culturale, senza cadere in affari o campagne seriali orientate alla massificazione e svalorizzazione delle mete stesse.</p>
<p>La stessa Schio di recente sta adottando una politica mirata allo sviluppo turistico; e pare lo stia facendo con un progetto meritevole di lode in quanto ad obiettivi prefissi. Avvalersi di uno sportello IAT (informazione ed accoglienza turistica) affinché si rilanci un turismo pressoché inesistente sinora è di primaria necessità. Un protocollo d’intesa fra Comune e giunta provinciale mirato a valorizzare il patrimonio artistico, culturale e naturalistico dell’Alto Vicentino tutto.</p>
<p>Dunque qualcosa si muove e nella giusta direzione dacché un Paese come l’Italia, che vanta il 60% del patrimonio artistico-culturale mondiale dell’Unesco, non ha il diritto di lasciarsi sfuggire l’opportunità di incentivare, curare e sviluppare qualsiasi forma di carattere turistico. Così anche noi nel vicentino dobbiamo aver sempre più cura delle realtà turistiche: generandole e promovendole, ottenendo gli elevati risultati che possiamo attenderci.</p>
<p>Se sapremo cogliere i benefici del viaggiare, nel vero senso del termine, sapremo altresì muovere masse di turismo di qualità e valorizzare i nostri territori che possiedono i giusti requisiti per essere degni di nota ed attenzione. Andiamo sicuramente educati al viaggiare, ripeto in qualsiasi forma esso si viva; solo divenendo permeabili alle ricchezze della diversità, in senso lato, saremmo in grado di migliorare la nostra quotidianità e quella di chi ci circonda. Un viaggio sarà sempre una straordinaria forma di investimento che sul medio periodo ci apporta effetti benefici talora inaspettati ed inusuali. Incredibile a dirsi, assolutamente palese nel farsi.</p>
<p>Scoprire il bello nella diversità ci apre la mente, ci rende cosmopoliti, ci permette di saper preservare ed amare ancor di più le nostre usanze, le tradizioni, gli stili di vita locali e territoriali, acquisendo la consapevolezza del loro profondo valore e del peso storico, così come stimiamo quelli altrui. Ossia essere “glocal”: cittadino del mondo e del nostro quartiere. Saper parlare inglese quando necessita ed il dialetto fra i nostri compaesani. Riscoprire il nostro popolo attraverso le altre etnie. Anche a ciò serve viaggiare, vivere nuove situazioni, relazionarsi con altre culture, interagire con tutti e su tutto. Sia negli affari, sia nelle consuete ferie: ogni occasione è buona, basta saperla cogliere, sfruttare e farne tesoro.</p>
<p>Qualcuno cantava: “Sì viaggiare…”</p>
<p>Massimo Cipelletti</p>
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		<title>Contro la disaffezione politica</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 20:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsalmone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Viviamo tempi poco entusiasmanti per qualità politica, ma ciò non è il male maggiore. Esso è invece quello che ci aspetterà se non vi sarà svolta alla strada intrapresa; se non si riaffermerà il principio dell’interesse pubblico alla cosa pubblica. Sono anni, questi, in cui profonda è la ferita venuta generandosi fra rappresentanti del popolo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsalmone.wordpress.com&amp;blog=7642134&amp;post=55&amp;subd=ilsalmone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6>Viviamo tempi poco entusiasmanti per qualità  politica, ma ciò non è il male maggiore. Esso è invece quello che ci  aspetterà se non vi sarà svolta alla strada intrapresa; se non si  riaffermerà il principio dell’interesse pubblico alla cosa pubblica.  Sono anni, questi, in cui profonda è la ferita  venuta generandosi fra  rappresentanti del popolo e quest’ultimo stesso. Discutere su chi  detiene superiore demerito è tempo sterile e per lo più alquanto  minaccioso per il futuro comune: purtroppo è quello che si sta facendo.  La fascia di media età, ancora potenzialmente attiva e capace di  orientare l’indirizzo, è disillusa e rinchiusa in sé stessa; mentre le  nuove generazioni manifestano una crescente disaffezione verso la  politica.<br />
Pare sia malessere diffuso anche oltralpe, quello della  perpetua riduzione dei votanti per elezione. Il malcontento crescente  distanzia la massa dai suoi amministratori, ma è vero anche il  contrario: ed il tutto diviene per nulla favorevole ad una nuova era  rinnovata e rinnovabile della gestione pubblica.<br />
Ciò che allarma e  desta stupore è questa scelta delle masse popolari di rinunciare alla  propria espressione, sfiduciata ed arresa; come il tutto fosse un  segnale di protesta verso il sistema. Ebbene il peggior risultato deve  ancora giungere a noi, e lo si conquisterà proprio con tale distanza fra  elettorato e rappresentanti. Infatti, se si procederà con simile stile,  non sarà arduo giungere al netto disinteresse fra le due parti in  cause, ma, badate bene, questa volta in maniera del tutto biunivoca.<br />
Non  siamo consapevoli di quello che stiamo decostruendo con un  comportamento quale sopra descritto. Non è compito della classe  dirigente, qualora fosse incapace di amministrare come richiesto, di  ricondurre gli smarriti sulla retta via, bensì delle vittime quello di  rialzarsi con le proprie forze e riappropriarsi di ciò in cui hanno  sempre deposto fede e principi.<br />
L’essere arrendevoli comunica ma non è  propositivo, tanto meno migliorativo. Rimane unicamente un  atteggiamento irresponsabile verso i propri figli e le prossime  generazioni a cui si rischia di lasciare in eredità un vuoto  dirigenziale ed una pochezza gestionale costituita di pochi soggetti  rinchiusi nei loro interessi e liberi di incrementarli ad ulteriore  danno delle antecedenti vittime della screditata amministrazione.<br />
Spetta  ai giovani, credere nei loro sogni ed ideali, ma solo dopo averli  generati, pensati, costruiti. Rimane all’area di media età il dovere di  non rinunciare all’espressione, la manifestazione, l’azione dei loro  intenti e delle loro ricette per far sì che si riesca ad esser meglio  rappresentati. Formarsi un senso critico nell’analisi delle realtà ed  un’autonomia decisionale. Se ciò non avverrà, contrariamente a quello  che sta accadendo nei fatti, la società tutta si ripiegherà in sé stessa  entrando in una viziosa spirale verso il precipizio etico di una  politica sempre maggiormente distante dai suoi elettori.<br />
Va nutrito  il progetto, alimentato il cambiamento – indipendentemente da quale esso  sia –, perseguito un obiettivo con energie rinnovate e comunione di  intenti. La squadra più grande e con voce più corposa è sempre quella  del popolo sin quando questo non rassegnerà le dimissioni e cesserà di  svolgere i suoi diritti.<br />
Reinteressiamoci alla cosa pubblica e  facciamola nostra prima che termini la sabbia della clessidra; solo  emulando la fenice che risorge dalle proprie ceneri saremo tutti in  grado di darci un avvenire e consegnare ai prossimi una comunità nella  quale riconoscersi ed aver fiducia. I momenti di difficoltà sono i  migliori serbatoi per una sana innovazione ed una dignitosa e radicale  svolta. Cogliamo l’attimo e coltiviamo il sogno. Carburanti del terzo  millennio.</p>
<p>Massimo Cipelletti<br />
sociologo<a href="http://ilsalmone.files.wordpress.com/2010/03/politica.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-56" title="politica" src="http://ilsalmone.files.wordpress.com/2010/03/politica.gif?w=300&#038;h=282" alt="" width="300" height="282" /></a></h6>
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		<title>&#8220;Il Rinascimento Contemporaneo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 12:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsalmone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo dato inizio a questo nuovo secolo, nonché millennio, privi e privati di stimoli ed entusiasmi, in preda ad una valorizzazione dei saldi principi morali comuni che hanno concesso al secolo antecedente di costruire una società ed un corpo civile pensante di buonsenso. Ci ritroviamo oggi, giovani e meno giovani, a dover gestire e riorganizzare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsalmone.wordpress.com&amp;blog=7642134&amp;post=51&amp;subd=ilsalmone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo dato inizio a questo nuovo secolo, nonché millennio, privi e privati di stimoli ed entusiasmi, in preda ad una valorizzazione dei saldi principi morali comuni che hanno concesso al secolo antecedente di costruire una società ed un corpo civile pensante di buonsenso.</p>
<p>Ci ritroviamo oggi, giovani e meno giovani, a dover gestire e riorganizzare un <em>quid</em> che è stato sfasciato dalla nostra stessa evoluzione; dalla bramosia di eccedere; dal trionfo dell’esasperato in qualsiasi sua forma ed espressione.</p>
<p>Mi mantengo, sinora, volutamente su di un fronte assolutamente generico, dacché qualsivoglia ambito è stato contaminato e frequentemente portato al di sopra delle proprie possibilità.</p>
<p>Se il Novecento ha dato molto, e molto rapidamente, le aspettative del Duemila sono di giorno in giorno disilluse; anzi celebriamo periodicamente il funerale del Novecento come se non avessimo più punti di riferimento, come fossimo quasi disorientati e questa nuova opportunità d’espressione umana non sapessimo da dove prenderla, poiché tutto ed il contrario di tutto è stato detto e fatto. Nell’arte, nella cultura, nella politica stessa.</p>
<p>Viviamo indiscutibilmente in un’era post-ideologica e credo fermamente necessario cogliere questa opportunità, anziché lamentarsene e darsi per perduti. Nessuno di noi è in attesa del nuovo e di ciò che sinora non si è visto o sentito: non ci sorprenderebbe più. Quello che realmente è indispensabile è un “Rinascimento contemporaneo”. Lo realizzò Andrea Palladio nell’architettura e tutt’oggi sappiamo quanto è visto e considerato come il punto di riferimento che diede la svolta dopo secoli bui. Così sento che, sia nella cultura che nella politica, di questo si necessiti: un “Rinascimento contemporaneo”, che a differenza del XV° e XVI° secoli, deve venire – prevalentemente e non esclusivamente – dal basso. Ma cos’è il “basso”, se non la comunità civile che volutamente mi piace chiamare comunità piuttosto che società, perché rappresenta un qualcosa di più umano, meno speculativo, meno orientato al profitto economico e maggiormente sociale. La partecipazione del singolo cittadino alla vita socio-politica diviene così fondamento di un equilibrio su cui poter costruire una vera società moderna evoluta del Terzo millennio.</p>
<p>Al centro va ricollocato l’essere umano, il cui insieme dà vita allo Stato, ed il conseguente obiettivo primario dev’essere il benessere comune e la dignità del singolo.</p>
<p>Il “Rinascimento contemporaneo” su matrice palladiana, va esteso alla politica e alla vita sociale, ripescando dalle nostre tradizioni ciò che ci appartiene, quello che ci ha educato e condotto sin qui, rileggendolo in chiave attuale, senza stravolgerlo, ma dandoci presente. Questo fece il più grande architetto di tutti i tempi, e se ancor oggidì è personaggio di riferimento per molti, auspico lo diventi anche per il mondo della politica e della socialità.</p>
<p>Non siamo dei replicanti ma degli innovatori di noi stessi. E lo si può realizzare solo se in noi alberga un’idea di grandezza che ci consenta di esprimerci ai massimi livelli qualitativi e non più quantitativi. Se ora siamo vittime di un vuoto sociale che potremmo abbinare ad un vuoto ideologico-culturale, vediamoli come un’opportunità per poter colmare, attraverso la preparazione, la cultura ed il buonsenso questi spazi che ci stanno soffocando senza ragione.</p>
<p>Sono profondamente convinto che anche in politica, il vivere nell’era post-ideologica non sia un male ma una naturale evoluzione che se sappiamo cogliere e gestire ci darà, a breve tempo, benefici inimmaginabili.</p>
<p>Lo stesso bipolarismo è la ricchezza di poter, finalmente, evitare compromessi vetusti alla politica italiana, fra micropartiti che non avranno più ragion d’essere; mentre ben vengano i dialoghi e le discussioni aperte all’interno di grandi poli politici, dove devono convergere e convivere sempre più fazioni, gruppi di pressione, identità culturali: questo è l’esempio che la politica deve dare al popolo, rispecchiandolo. Proprio perché la quotidianità è fatta di molteplici pensieri, visioni, opinioni in qualunque ambito, con il comune scopo di conquistare il compromesso. Questo sarà il sano compromesso che andremo cercando, denso di un buonsenso in via d’estinzione, ricco di valori condivisi, potente di un senso critico ed autocritico.<a href="http://ilsalmone.files.wordpress.com/2009/11/rinascimento.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-50" title="Teatro Olimpico" src="http://ilsalmone.files.wordpress.com/2009/11/rinascimento.jpg?w=300&#038;h=212" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilsalmone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilsalmone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilsalmone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilsalmone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilsalmone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilsalmone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilsalmone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilsalmone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilsalmone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilsalmone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilsalmone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilsalmone.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilsalmone.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilsalmone.wordpress.com/51/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsalmone.wordpress.com&amp;blog=7642134&amp;post=51&amp;subd=ilsalmone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Quando l&#8217;orologio si ferma&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsalmone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto negli ultimi giorni e sentito durante un consiglio comunale della Città di Schio, di questioni ed interrogativi intorno all’utilizzo futuro dell’area Lanerossi in zona industriale di Schio, ora di proprietà Marzotto. Sono venuto a conoscenza dettagliata che l’amministrazione pubblica, come ricordava il signor sindaco Luigi dalla Via, ha posto dei vincoli nel futuro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsalmone.wordpress.com&amp;blog=7642134&amp;post=45&amp;subd=ilsalmone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-48" title="lanerossi" src="http://ilsalmone.files.wordpress.com/2009/11/lanerossi1.jpg?w=426&#038;h=376" alt="lanerossi" width="426" height="376" /></p>
<p>Ho letto negli ultimi giorni e sentito durante un consiglio comunale della Città di Schio, di questioni ed interrogativi intorno all’utilizzo futuro dell’area Lanerossi in zona industriale di Schio, ora di proprietà Marzotto. Sono venuto a conoscenza dettagliata che l’amministrazione pubblica, come ricordava il signor sindaco Luigi dalla Via, ha posto dei vincoli nel futuro utilizzo dell’intera area in discussione; al di là del futuro acquirente. I celebri “paletti” riguardano il “ciò” che si va a creare in tale spazio, al di sopra del business medesimo. La nostra pubblica amministrazione ritiene di voler continuare nella tradizione della generazione di aziende, dacché questi vincoli proprio di questo parlano, ovvero l’obbligo di creare aree di produttività. Ho riflettuto assai su questo punto, che ad istinto, non fa una grinza. Ma considerando l’attuale stato globale del mondo economico e le dinamiche delle realtà produttive locali in special modo, mi sorge qualche dubbio in merito all’orientamento dell’amministrazione. Non so se è legittimo o meno, però essendo consapevole che la nostra attuale società è post-industriale, che vi è un aumento di produzione di beni immateriali (informazioni, idee, simboli, valori, estetica) rispetto a quelli materiali, talora costruiti in serie, ed infine vi è una profonda difficoltà economica di produrre in Italia rispetto ai costi di paesi emergenti: non vedo la risposta migliore per la nostra comunità scledense. Io non mi permetto di fornire ricette che non posso prescrivere, o semplicemente non ho nei dettagli, ma mi permetto – esclusivamente – di porre l’attenzione di chiunque su alcune alternative che potrebbero divenire oggetto di analisi e studi di applicabilità, finalizzandole a creare nuovi veri posti di lavoro ed incrementare la nostra economia locale. Tali proposte potrebbero essere la creazione di un’area adibita per l’organizzazione di mostre d’arte, fiere di settore (specifico o innovativo), esposizioni di svariate tipologie, anche orientate al commercio. Si incrementerebbe il turismo locale con possibilità di far lavorare altri esercizi commerciali come hotel, bar, ristoranti, negozi del centro storico; e non per ultimo sviluppare, in simbiosi, il turismo culturale della nostra area di archeologia industriale della “Fabbrica Alta” e dell’annesso “Quartiere operaio”, esempio urbanistico studiato in tutte le facoltà universitarie di Architettura. Se così non fosse possibile, e qui concludo, preferirei si concludessero le trattative con il gruppo Ikea piuttosto di veder fiorire capannoni destinati all’alienazione umana ed alla probabile breve vita, qualora riuscissero a concludere il loro parto. Con sincera stima verso il buonsenso, Massimo Cipelletti</p>
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		<title>&#8220;La creatività diventi gioco di squadra&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 18:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsalmone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si fa un gran parlare del termine creatività, in special modo negli ultimi mesi, da quando tutto l’intero sistema economico nonché produttivo è entrato in stallo. Così anche a Schio ci si interroga su quali vie si possano percorrere per vedere una nuova luce che tolga le stampelle della cassa integrazione, che allontani i rischi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsalmone.wordpress.com&amp;blog=7642134&amp;post=41&amp;subd=ilsalmone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-42" title="creatività" src="http://ilsalmone.files.wordpress.com/2009/07/creativita.jpg?w=426&#038;h=568" alt="creatività" width="426" height="568" />Si fa un gran parlare del termine creatività, in special modo negli ultimi mesi, da quando tutto l’intero sistema economico nonché produttivo è entrato in stallo. Così anche a Schio ci si interroga su quali vie si possano percorrere per vedere una nuova luce che tolga le stampelle della cassa integrazione, che allontani i rischi di licenziamenti – in alcune situazioni ahinoi già avvenute – e che concedano non solo di vincere questa crisi mondiale bensì di lanciare nuove sfide per il futuro. Ed è proprio questo elemento che domina la scena della riflessione: la creatività. Già da parecchio tempo molto ben nota a Schio; assai probabilmente forse l’ingrediente che maggiormente ha decretato il successo del Nord Est e che ha influito sulla sua celere crescita industriale.</p>
<p>Oggi si ferma il mondo produttivo a discutere di creatività e lo fa con l’allarmismo dettato dalla condizione raggiunta e che solo pochi prevedevano; inaspettata per il popolo. Schio invece lo fa con  l’ottimismo che lo contraddistingue e con la proverbiale “voglia di fare” che gli concede, non solo di restare in piedi ma anzi di continuare il cammino verso il futuro, bramoso di mantenere il ruolo di protagonista conquistatosi con molti sacrifici. E ciò appare anche dalla recente manifestazione del &#8220;Festival delle città Impresa&#8221; che ha visto sfilare illustri ospiti delle teorie e delle pratiche, veicolatori di edificanti e stimolanti messaggi che certamente avranno scosso le idee delle platee presenti, in special modo di chi il giorno dopo ha già modo di aggiustare la rotta poiché già quotidianamente ha in mano il timone della nave: parliamo dei nostri imprenditori, costretti a navigare a vista negli ultimi periodi.</p>
<p>Si è quindi menzionata, in numerose occasioni di dibattito e di relazioni, la creatività; lasciando emergere che essa deve uscire dalla vecchia concezione che la vede espressione di pochi capaci e meritevoli, ma deve manifestarsi a tutti i livelli ed in tutti i ruoli della piramide organizzativa aziendale. Chiunque deve riuscire ad apportare un contributo di creatività, di idee, di innovazione; ed inoltre – questo sarà compito dei nostri imprenditori – a tutti deve essere data non solo possibilità di espressione creativa ma va anche stimolata e richiesta questa partecipazione alla vita creativa della propria azienda. Questo emerge dal cospicuo numero di eventi che hanno caratterizzato il &#8220;Festival delle città Impresa&#8221; e si lega altresì alla visione di quello che siamo soliti definire gioco di squadra: sia per quanto concerne l’attività interna di un’azienda specifica, sia a livello territoriale, con la formazione di macroaree interagenti e complementari fra esse.</p>
<p>Sembra ridimensionarsi il concetto della piccola azienda autonoma che sinora ha concesso brillanti risultati e ci ha eletti addirittura come paradigma a livello internazionale. Viene sostituito l’individualismo allo spirito di squadra anche fra aziende; evidentemente per uscire da questa crisi è indispensabile farlo tutti assieme altrimenti si creerà un danno ulteriore.</p>
<p>Per realizzare tutto ciò ed in tempi contenuti va attualizzata l’organizzazione aziendale di molte piccole imprese, modernizzata la formazione di dipendenti ed imprenditori, portandoci nella valigia delle esperienze tutti quegli elementi che hanno reso il Nord Est la “Terza Italia” e lasciando alle spalle alcuni ingredienti che potrebbero minacciare l’approccio al futuro, cercando di migliorare sé stessi e le proprie realtà. Abbinando la tenacia, l’intuito, la dinamicità locali ai nuovi fattori che vengono suggeriti dagli esperti, si potrà, non solo rimanere protagonisti ma aumentare l’influenza di Schio e di tutto il Nord Est nella scena economica mondiale del prossimo futuro; spogliandosi di quel velo di localismo che non di rado ci viene imputato possedere ed arricchendosi con uno slancio di ampio respiro e larga visione. Non a caso il prossimo anno il titolo del “Festival delle città Impresa” sarà: “La cultura ci fa ricchi – Nordest capitale europea della cultura 2019”; quindi viene esplicitamente consigliato un nuovo indirizzo imprenditoriale, imbevuto di conoscenze non solo tecniche ma a tuttotondo e soprattutto da parte di chi detiene il comando, la gestione e l’organizzazione aziendali.</p>
<p>Ebbene spazio alla creatività scledense come nuovo motore di una rosea rinascita concedente opportunità a tutte le posizioni lavorative esistenti. Che sia motivo di ripresa e sviluppo ma anche evoluzione e miglioria nella gratificazione di ogni singolo; giacché una maggior espressione per chiunque apporta una miglior produttività aziendale: sia quantitativa che qualitativa. Questo il segreto svelato che concederà prospero futuro a chi riuscirà ad applicarlo nel modo  più confacente.</p>
<p>E la creatività divenga cre-attività.</p>
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		<title>Anche il “video-occhio” vuole la sua parte</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 09:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsalmone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tutela della pubblica sicurezza oggidì è uno degli ambiti che la collettività considera con ragguardevole attenzione. La si sente come una delle esigenze primarie, dacché minacciata dalla mondializzazione del pianeta in corso negli ultimi anni. Affiora una permanente e sempre più viva richiesta di protezione da parte della comunità, disposta a limitare la “pubblica [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsalmone.wordpress.com&amp;blog=7642134&amp;post=36&amp;subd=ilsalmone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-39" title="OCCHIO" src="http://ilsalmone.files.wordpress.com/2009/06/occhio-cuore-colorato-untitledz1.jpg?w=426&#038;h=307" alt="OCCHIO" width="426" height="307" /></p>
<p>La tutela della pubblica sicurezza oggidì è uno degli ambiti che la collettività considera con  ragguardevole attenzione. La si sente come una delle esigenze primarie, dacché minacciata dalla mondializzazione del pianeta in corso negli ultimi anni. Affiora una permanente e sempre più viva richiesta di protezione da parte della comunità, disposta a limitare la “pubblica intimità” in cambio di una garanzia d’ordine.</p>
<p>L’occhio elettronico diviene il protagonista di questa nuova società, una comunitaria guardia del corpo che vigila, in diretta, sulla nostra quotidianità intimorendo i potenziali malfattori in circolazione. La videosorveglianza ci accompagna con esemplare disinvoltura, catturando infiniti momenti che divengono inalterabili una volta trascorsi; scoraggiando eventuali atti sgradevoli, incutendo trepidazione ai più impavidi malintenzionati.</p>
<p>Così Schio si sta dotando di un capillare sistema di occhi elettronici che vanno ad essere una decina, operativi a ciclo continuo e situati nelle aree di maggior traffico e di elevata importanza; a tutela del singolo e della comunità scledense. Lodevole innovazione che oltre a toccare la virtualità, abbraccia la virtuosità di Schio mentre viaggia sulla via del progresso atto anche a educare al senso civile ognuno di noi.</p>
<p>Non è da giudicarsi come una violazione della privacy, in quanto il principio della pubblica visibilità è già presente prima dell’installazione delle videocamere. Quando passeggiamo in un centro cittadino, infatti, siamo osservabili da chiunque si muova in quell’ambiente; il fatto che sia in corso una ripresa visiva non è altro che un’estensione della nostra visibilità, per lo più ai fini di una maggior sicurezza. Forse stimolerà, in molti di noi, una tendenza ad atteggiarsi in modo più posato, accentuando lo spirito di recitazione e di interpretazione di svariati  ruoli che, a seconda della circostanza, è insito in ognuno di noi in quanto attori sociali. Ma l’obiettivo della videoripresa è esclusivamente quello di garantire la protezione del singolo, difendendo ogni cittadino, fornendo alle forze dell’ordine uno strumento capace di snellire le loro indagini e garantire prove incontestabili, qualora sventuratamente si presentasse l’occasione. L’aspetto della registrazione delle immagini rimane anch’essa irrilevante ai fini di una potenziale violazione, poiché la sua funzione trova analogia con la memoria umana che, in simile caso, non fa altro che essere una testimonianza più puntuale e certa, in quanto provata.</p>
<p>Aumenterà questa tipologia di osservazione anche nella zona industriale scledense, a seguito di circa 25 chilometri di cablaggio che si stanno portando a compimento, dando garanzia di un monitoraggio permanente e registrato, assicurando inoltre una tempestiva azione in caso di incidenti.</p>
<p>L’interrogativo intorno a quest’argomento sorge nel momento in cui allarghiamo i nostri orizzonti osservativi, giungendo ad analizzare sistemi che vanno ben oltre le singole vie che usualmente percorriamo; e che trasmettono filmati o immagini al di là dei confini del nostro territorio locale. Mi riferisco alle “mappe satellitari” in grado di offrire vedute assai dettagliate e limpide, di qualsiasi luogo del mondo in cui si sia installata l’apparecchiatura adatta, a qualsiasi utente si colleghi in rete con siti proponenti tale servizio. Essi, invero, potrebbero esser considerati come violatori della privacy, perché chi passeggia lungo le strade della propria città, per natura, non è visibile dall’altra parte del mondo e conseguentemente non presume certamente che nel medesimo istante possa essere osservato, a distanza di migliaia di chilometri, da chicchessia. E risiede proprio qui il nodo del caso: perché chiunque ha diritto di scrutare qualcuno che non sa da chi è osservato in quel preciso momento? Questa è la mera violazione della privacy, giacché l’osservatore rimane nell’anonimato, non possiede identità, non si svela. Guarda ma non è visto, e ancor di più non viene conosciuto: un rapporto assolutamente squilibrato fra le parti in causa; questo è spiare. E lo è maggiormente, nell’immagine satellitare, il focalizzare gradualmente sino a vedere i dettagli di una casa, addentrandosi in zone che appartengono alla privata proprietà. Sempre senza dichiarare né l’azione del guardare, né chi compie tale azione.</p>
<p>Nell’epoca del “Grande Fratello” vi è realtà e realtà nell’esercitazione della sorveglianza. Quando si giunge a superare alcune soglie, entrando in situazioni che appartengono alla privatezza si commette un’intrusione illegittima nella sfera della riservatezza. Tali casi sono, in special modo, quelli della condizione domestica. Quando invece si videosorveglia su ambienti pubblici, come nella nostra realtà scledense, in condizioni di pubblica visibilità non si può che giudicare come atto preventivo ed ausiliario nell’esercizio dell’attività di pubblica sicurezza, nonché educativo in quanto stimola ad un civico comportamento da parti di tutti noi.</p>
<p>Null’altro di cui è solitamente destinato alla propria privacy, stimola fortemente la sua violazione.</p>
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		<title>Welcome al mio Blog!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 12:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsalmone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti Voi! Vi ringrazio di esserVi collegati qui, avete fatto proprio bene. E&#8217; normale che Vi chiarisca il perché di questo anormale appellattivo che mi sono dato: il salmone è un animale, quindi il sostegno di un mondo naturale, non artefatto, meno vittima di errori umani (seppur lo è); è un animale nobile [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsalmone.wordpress.com&amp;blog=7642134&amp;post=3&amp;subd=ilsalmone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><em><span style="color:#000099;">Salve a tutti Voi! Vi ringrazio di esserVi collegati qui, avete fatto proprio bene. </span><span style="color:#000099;font-family:georgia;">E&#8217; normale che Vi chiarisca il perché di questo anormale appellattivo che mi sono dato:</span><span style="color:#000099;"> </span><span style="color:#000099;font-family:georgia;">il salmone è un animale, quindi il sostegno di un mondo naturale, non artefatto, meno vittima di errori umani (seppur lo è); è un animale nobile e di un raffinato colore; è un animale nobile, anticonformista poiché viaggia controcorrente quando risale le acque delle proprie origini che non rinnega bensì recupera; è paradigma di tenacia e coraggio; </span><span style="font-family:georgia;"><span style="color:#000099;">è un animale nobile, anticonformista e tenace giacché va a deporre le uova nel luogo in cui è nato e dona la propria vita a favore del futuro della specie. &#8220;Il Salmone&#8221; sono io.</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilsalmone.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilsalmone.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilsalmone.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilsalmone.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilsalmone.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilsalmone.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilsalmone.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilsalmone.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilsalmone.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilsalmone.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilsalmone.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilsalmone.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilsalmone.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilsalmone.wordpress.com/3/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsalmone.wordpress.com&amp;blog=7642134&amp;post=3&amp;subd=ilsalmone&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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