“La creatività diventi gioco di squadra”

creativitàSi fa un gran parlare del termine creatività, in special modo negli ultimi mesi, da quando tutto l’intero sistema economico nonché produttivo è entrato in stallo. Così anche a Schio ci si interroga su quali vie si possano percorrere per vedere una nuova luce che tolga le stampelle della cassa integrazione, che allontani i rischi di licenziamenti – in alcune situazioni ahinoi già avvenute – e che concedano non solo di vincere questa crisi mondiale bensì di lanciare nuove sfide per il futuro. Ed è proprio questo elemento che domina la scena della riflessione: la creatività. Già da parecchio tempo molto ben nota a Schio; assai probabilmente forse l’ingrediente che maggiormente ha decretato il successo del Nord Est e che ha influito sulla sua celere crescita industriale.

Oggi si ferma il mondo produttivo a discutere di creatività e lo fa con l’allarmismo dettato dalla condizione raggiunta e che solo pochi prevedevano; inaspettata per il popolo. Schio invece lo fa con  l’ottimismo che lo contraddistingue e con la proverbiale “voglia di fare” che gli concede, non solo di restare in piedi ma anzi di continuare il cammino verso il futuro, bramoso di mantenere il ruolo di protagonista conquistatosi con molti sacrifici. E ciò appare anche dalla recente manifestazione del “Festival delle città Impresa” che ha visto sfilare illustri ospiti delle teorie e delle pratiche, veicolatori di edificanti e stimolanti messaggi che certamente avranno scosso le idee delle platee presenti, in special modo di chi il giorno dopo ha già modo di aggiustare la rotta poiché già quotidianamente ha in mano il timone della nave: parliamo dei nostri imprenditori, costretti a navigare a vista negli ultimi periodi.

Si è quindi menzionata, in numerose occasioni di dibattito e di relazioni, la creatività; lasciando emergere che essa deve uscire dalla vecchia concezione che la vede espressione di pochi capaci e meritevoli, ma deve manifestarsi a tutti i livelli ed in tutti i ruoli della piramide organizzativa aziendale. Chiunque deve riuscire ad apportare un contributo di creatività, di idee, di innovazione; ed inoltre – questo sarà compito dei nostri imprenditori – a tutti deve essere data non solo possibilità di espressione creativa ma va anche stimolata e richiesta questa partecipazione alla vita creativa della propria azienda. Questo emerge dal cospicuo numero di eventi che hanno caratterizzato il “Festival delle città Impresa” e si lega altresì alla visione di quello che siamo soliti definire gioco di squadra: sia per quanto concerne l’attività interna di un’azienda specifica, sia a livello territoriale, con la formazione di macroaree interagenti e complementari fra esse.

Sembra ridimensionarsi il concetto della piccola azienda autonoma che sinora ha concesso brillanti risultati e ci ha eletti addirittura come paradigma a livello internazionale. Viene sostituito l’individualismo allo spirito di squadra anche fra aziende; evidentemente per uscire da questa crisi è indispensabile farlo tutti assieme altrimenti si creerà un danno ulteriore.

Per realizzare tutto ciò ed in tempi contenuti va attualizzata l’organizzazione aziendale di molte piccole imprese, modernizzata la formazione di dipendenti ed imprenditori, portandoci nella valigia delle esperienze tutti quegli elementi che hanno reso il Nord Est la “Terza Italia” e lasciando alle spalle alcuni ingredienti che potrebbero minacciare l’approccio al futuro, cercando di migliorare sé stessi e le proprie realtà. Abbinando la tenacia, l’intuito, la dinamicità locali ai nuovi fattori che vengono suggeriti dagli esperti, si potrà, non solo rimanere protagonisti ma aumentare l’influenza di Schio e di tutto il Nord Est nella scena economica mondiale del prossimo futuro; spogliandosi di quel velo di localismo che non di rado ci viene imputato possedere ed arricchendosi con uno slancio di ampio respiro e larga visione. Non a caso il prossimo anno il titolo del “Festival delle città Impresa” sarà: “La cultura ci fa ricchi – Nordest capitale europea della cultura 2019”; quindi viene esplicitamente consigliato un nuovo indirizzo imprenditoriale, imbevuto di conoscenze non solo tecniche ma a tuttotondo e soprattutto da parte di chi detiene il comando, la gestione e l’organizzazione aziendali.

Ebbene spazio alla creatività scledense come nuovo motore di una rosea rinascita concedente opportunità a tutte le posizioni lavorative esistenti. Che sia motivo di ripresa e sviluppo ma anche evoluzione e miglioria nella gratificazione di ogni singolo; giacché una maggior espressione per chiunque apporta una miglior produttività aziendale: sia quantitativa che qualitativa. Questo il segreto svelato che concederà prospero futuro a chi riuscirà ad applicarlo nel modo  più confacente.

E la creatività divenga cre-attività.

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